Dal punto di vista aziendale, negli ultimi anni si è assistito ad un rafforzamento dei sistemi di controllo interno, soprattutto nelle medie e grandi imprese; ciò per motivi di compliance, ma anche al fine di partecipare a gare od in funzione di project financing

 

Oggi, però, i sistemi di controllo e gestione interna interessano anche il mercato delle piccole e medie imprese (PMI): sono infatti ormai ampiamente diffuse indicazioni su come esercitare queste attività anche in entità di piccole dimensioni. In aggiunta, oltre ai controlli tradizionali, nei mercati concorrenziali sono sempre più richieste valutazioni, rating di legalità e certificazioni d’iscrizione (ad esempio, ad albi fornitori).

 

Dal punto di vista imprenditoriale, la percezione dei sistemi di controllo sta dunque mutando, anche in un contesto di crisi come quello attuale. Se fino a qualche tempo fa questi interventi erano visti come uno “spreco” obbligatorio – utili solo ad evitare sanzioni –, oggi si comincia a considerare questi sistemi come degli investimenti utili – delle opportunità – per la stessa continuità aziendale.

 

Ad esempio, l’applicazione del D.Lgs. 231/2001 che, a vent’anni dalla sua nascita, integra oggi nuovi standard ISO (qualità, certificazioni ambientali, sicurezza sul lavoro, sicurezza informatica e, più recentemente, anche sistemi anti corruzione), o l’applicazione del Regolamento Europeo (“GDPR”) sul trattamento dei dati personali (n. 679/2016), sono esempi di attività che, se realizzate con una certa logica, rappresentano dei veri e propri interventi di corporate governance.

 

Il trionfo delle opportunità

Certo, aumentano i costi, ma in realtà la maggior parte delle norme citate non sono obbligatorie; le ragioni che spingono imprese e organizzazioni, anche piccole, a dotarsi di questi sistemi, è da ricercarsi sicuramente in un’aumentata efficacia della gestione dei rischi, apprezzata soprattutto a livello bancario e creditizio. Ma non solo.

 

In molti casi, gli interventi possono apportare vantaggi anche allo stesso sistema organizzativo, attraverso una migliore definizione di ruoli e responsabilità e a un disegno più chiaro dei processi aziendali. Dirigenti e imprenditori possono, infatti, apprezzare una migliore visione generale delle risorse e delle attività che sono chiamati a coordinare. Questo può facilitare l’adozione di determinate scelte e migliorare una visione strategica più in generale.

 

Una delle caratteristiche che accomuna questi sistemi, è infatti la predisposizione a ragionare in termini di continuità o lungo periodo. Tale aspetto costringe chi governa l’impresa – o l’organizzazione – a lavorare su scenari in evoluzione ed è quindi un’opportunità per non fermarsi, come spesso avviene, alle immediate esigenze del business.

 

Inoltre, molti sistemi sono poi accompagnati da interventi formativi a completamento delle misure introdotte. Ciò per favorire la comunicazione e la diffusione di principi e di mentalità di lavoro in tutta l’organizzazione. Anche qui il cambiamento di paradigma è evidente: non più formazione impartita per finalità di compliance, ma una maggiore attenzione da parte del vertice per cogliere delle opportunità di comunicazione e ascolto delle risorse.

 

Oltre alle fasi di costruzione del sistema, formazione e comunicazione, è previsto un ciclo costante di monitoraggio, utile per verificare – attraverso degli audit – l’aderenza dei sistemi alla realtà aziendale ed eventualmente apportare dei correttivi. Un’altra opportunità per i responsabili dell’organizzazione o dell’impresa: gli audit costituiscono infatti uno strumento prezioso per fare luce su processi e attività aziendali, non tanto per l’annotazione di malfunzionamenti, quanto per gli spunti pratici e le soluzioni che possono innescare a beneficio dell’operatività stessa.

 

La costanza paga

Le azioni citate costano senz’altro molta fatica; il suggerimento è quello di non considerare il lavoro svolto come definitivo: questi sistemi implicano un’organizzazione delle risorse umane che, in quanto tali, necessitano di un’assistenza nel tempo – al di là di quanto esse siano formate. Si tratta però di un circolo virtuoso: questa maggiore attenzione alla comunicazione e alla diffusione (delle politiche, degli audit, degli obiettivi o azioni correttive), porta a un miglioramento generale di tutti i processi aziendali, non solo di quelli di controllo; oltre che ad una maggiore motivazione da parte delle risorse a svolgere bene il proprio lavoro. Soprattutto se si notano gli effetti sulle attività che coinvolgono altri e colleghi funzioni aziendali.

 

di Francesco Pansarella
f.pansarella@l4v.it