La globalizzazione delle dinamiche di mercato implica il ripensamento delle modalità produttive in nome dell’efficienza dei processi, dell’integrazione tecnologica e dell’organizzazione della catena del valore: in poche parole, Industria 4.0. In Italia la quarta rivoluzione industriale vale oltre 1 miliardo di euro ma la sua portata non è ancora stata compresa pienamente dagli imprenditori.

 

Industria 4.0 è un termine che raggruppa le tecnologie e i concetti di organizzazione della catena del valore. Se implementato in maniera corretta, il paradigma Industria 4.0 porterà una serie di vantaggi competitivi alle aziende; tra questi: elevati livelli di efficienza, la distribuzione ed il relativo abbassamento del rischio grazie alla partecipazione nelle reti, l’incremento della conoscenza ed il potenziamento delle skill a fronte d’investimenti ridotti.

I componenti fondanti il concetto di Industria 4.0 sono:

  • Smart Factory: le fabbriche del futuro, che generano processi di conoscenza tramite la collaborazione armonica tra scienza, progettazione, produzione, distribuzione e consumo.
  • Cyber-Physical Systems (CPS): la fusione del mondo fisico con quello virtuale, ovvero oggetti fisici con software integrati (computer e reti). I software eseguono calcoli sulla base dei processi fisici ed i processi fisici sono influenzati dai risultati dei calcoli stessi.
  • Internet of Things (IoT): ovvero tutti i componenti e i dispositivi in grado di interagire digitalmente. IoT include sensori, GPS e altri hardwares incorporabili in oggetti fisici e macchinari, i quali permettono l’interfaccia tra mondo fisico e digitale comunicando in rete.
  • Internet of Services (IoS): la modalità di offrire i propri servizi come i modelli di business, l’infrastruttura dei servizi e i servizi stessi, via internet.
Framework Industria 4.0

Fig. 1.1. Framework contenente le tecnologie che caratterizzano Industria 4.0. (Fonte: Cervelli et al. 2017)

Perché è importante l’Industria 4.0?

Le aziende che parteciperanno alle reti collaborative si adatteranno meglio e più facilmente ai mercati, che sono in continuo cambiamento. Non solo, si potrà espandere la gamma dei prodotti e i servizi offerti, aumentando allo stesso tempo la produttività e la qualità dei servizi. Si ridurrà anche il tempo tra produzione e lancio del prodotto sul mercato.

L’industria 4.0 impatterà sull’occupazione e sulle relazioni di lavoro: i cosiddetti colletti blu svolgeranno mansioni diverse, che non avranno più a che fare col lavoro manuale. A fronte di un aumento delle competenze e delle conoscenze tecnologiche essi dovranno saper interpretare i segnali e i dati ricevuti dai mondi dei CPS e dell’IoT.

Le soft skills saranno sempre più richieste: flessibilità, responsabilità, partecipazione, motivazione, integrazione, lavoro di gruppo, sono abilità che permetteranno al management aziendale e ai dipendenti di adattarsi al meglio alle esigenze del mercato.

Ultimo, ma non meno importante, l’aumento della richiesta di risorse giovani abbasserà la disoccupazione giovanile, uno dei problemi principali che sta affrontando l’Italia.

Le sfide da affrontare

L’industria 4.0 presenta numerosi benefici così come delle sfide che, se gestite in maniera corretta, possono renderne l’implementazione ancora più sfidante ed affascinante.

Le criticità legate al cambio di paradigma sono la mancanza di fiducia tra i collaboratori del network, la legislazione e la normativa dei rapporti di lavoro, start-up e PMI che non riescono a creare unità indipendenti per la simulazione ed il processo di modeling e design del prodotto, mancanza di sistemi IT adeguati, i costi di ristrutturazione, riconversione e riqualificazione professionale.

L’implementazione di un approccio orientato all’industria 4.0, specialmente per le start-up e le PMI, richiede esperienza e lo sviluppo di idee e tecnologie innovative, l’istituzione di network collaborativi, oltre che una corretta valutazione costi/benefici. La collaborazione con imprese di consulenza offre la possibilità di entrare in contatto con agenti tecnologici in grado di individuare gli investimenti più adatti e appropriati da realizzare per particolari settori/aziende, piuttosto che seguire tendenze o concorrenti. Inoltre, queste collaborazioni aiutano ad identificare le competenze e linee di business principali, esternalizzando le attività accessorie.

 

di Elona Guga – e.guga@l4v.it